sabato 28 gennaio 2017

Comunicato Stampa PIT Piscina Maresca (Pt) 27 Gennaio 2017

Maresca, 27 Gennaio 2017. Comunicato stampa da Carlo Vivarelli, Partito Indipendentista Toscano, riguardante la Piscina di Maresca e la sua futura assegnazione. Ai Direttori Organi di Stampa. Il Partito indipendentista toscano si rivolge, con la lettera a seguire, al presidente della Provincia di Pistoia, richiedendo una comunicazione scritta con la quale l’Ente informi la popolazione delle iniziative, tenute in parte segrete, che si svolgono intorno all’assegnazione della piscina stessa. Chiediamo al Presidente, e pretendiamo risposta, in particolare puntuali chiarimenti circa i seguenti punti: chiediamo chiarimenti sui fondi, a nostro avviso esorbitanti, che sono stati spesi negli anni per le gestioni, a nostro avviso fallimentari, della piscina, e sul perché adesso si ipotizzano cifre incredibilmente inferiori; chiediamo risposta circa l’agiblità della Piscina dal momento della nascita ad oggi; chiediamo che la piscina sia affidata assolutamente ad un soggetto che faccia lavorare in primis tutti i vecchi dipendenti e comunque esclusivamente persone toscane del territorio. Carlo Vivarelli Maresca, 27 Gennaio 2017. Lettera al Presidente della Provincia di Pistoia con richiesta di informazioni circa l’assegnazione della Piscina di Maresca. Da Carlo Vivarelli, Partito Indipendentista Toscano. Egregio Presidente della Provincia di Pistoia, Le chiedo con questa mia di rispondermi, ma soprattutto di informare pubblicamente la popolazione, circa la questione dell’assegnazione della Piscina di Maresca. Dopo la scadenza dei due bandi relativi alla questione, abbiamo assistito alle dichiarazioni congiunte della Fondazione Dynamo e dell’Associazione la Quadriglia di Maresca, che sono intervenute dichiarando che la via dell’assegnazione della Piscina era in pratica già stata decisa a favore di una fantomatica associazione, dal nome ignoto e dai componenti ignoti. Sono a conoscenza, per certo, che si sono svolte riunioni presso il Comune di San Marcello P.se, cosa che trovo sconcertante, per creare detta associazione. So per certo che questa manovra, del tutto, ripeto incredibilmente, segreta, cosa che trovo davvero inaccettabile, non è andata a buon fine. Le ricordo che la Piscina sarà finanziata da soldi pubblici, e che il sottoscritto si rivolgerà a breve alla magistratura e agli organi competenti, se la via per l’assegnazione per la gestione della Piscina di Maresca non sarà chiara, pubblica e sotto gli occhi della popolazione. Mi risulta che di contenziosi, intorno alle gestioni passate della Piscina, ce ne siano già molti; e di dubbi, circa le condizioni passate della Piscina, ce ne siano anche troppi. La invito dunque a intervenire rendendo pubblico chi possano essere i futuri gestori, ed i costi di tale gestione. Mi risulta che tali fondi, in passato, siano stati esorbitanti, confronto alle cifre che adesso invece vengono ipotizzate. Mi interessa sapere dove sono finiti i soldi pubblici spesi per la Piscina di Maresca dalla sua costruzione, mi interessa sapere come mai adesso ci sarebbe una così grande differenza. Mi interessa sapere, in largo anticipo, chi possa essere il nuovo gestore, perché mi sembrerebbe davvero scorretto, che fosse qualcuno che ha in essere dei contenziosi giudiziari con i vecchi dipendenti. Mi interessa sapere, velocemente, quali sono le caratteristiche tecniche della piscina riguardo all’approvvigionamento idrico, alla caldaia che ne scalda l’acqua, all’agibilità, passata, presente e futura dell’impianto stesso: su questa questione dell’agibilità Le chiedo una relazione dalla data di inizio attività della Piscina fino ad oggi. Spero che la prossima gestione, riprendo le parole e le intenzioni del Sindaco di Pescia Giurlani riguardo alla Piscina di Pescia, sia saldamente nelle mani del nascente Comune di San Marcello P.se Piteglio ed affidata veramente ad un’Associazione locale, composta da tutti gli ex dipendenti della Piscina di Maresca, con l’auspicio, tutto politico, che in essa trovino comunque impiego soltanto persone toscane e toscani nate/i e cresciuti/e nella Montagna Pistoiese. Mi attendo pubblica risposta alle domande da me poste, perché non lasceremo che la Piscina di Maresca sia oggetto di strani maneggi: la informo che se le spiegazioni dell’ente che Lei presiede sulle cifre spese per la Piscina di Maresca, sulle passate gestioni e sulle caratteristiche tecniche della stessa non dovessero essere esaustive, non avrò indugio alcuno a rivolgermi, come detto, a chi di competenza. Distinti Saluti. Carlo Vivarelli Via Molino Vecchio 95 Maresca (Pt)

Comunicato Stampa Bolkestein DL Governo italiano 28 Gennaio 2018

Grosseto, 28 Gennaio 2017. Comunicato stampa del Partito Indipendentista Toscano contro il Decreto Legge del governo italiano per applicazione direttiva Bolkestein per le concessioni demaniali. Il Partito Indipendentista Toscano si oppone con fermezza al decreto annunciato dal Governo italiano che vuole applicare la direttiva Bolkestein riguardo all’assegnazione delle concessioni demaniali toscane. Troviamo incredibile la messa all’asta, perché di questo si tratta senza ombra di dubbio, delle nostre coste a favore di multinazionali straniere e di società che, questo il nostro più che fondato sospetto, si faranno prestanome del riciclaggio di denaro proveniente da organizzazioni criminali. Riteniamo una vergogna che un Governo mai eletto da nessuno, che basa la sua esistenza su un Parlamento eletto con una Legge la cui incostituzionalità è stata certificata anche dall’attuale Presidente della Repubblica quando era membro della Consulta, svenda le aziende toscane agli stranieri. Abbiamo chiesto a Sindaco e organizzazioni di categoria di mobilitarsi contro questa folle aggressione contro la Toscana da parte dell’italia e dell’Unione Europea. Carlo Vivarelli Grosseto, 28 Gennaio 2017 Al sindaco di Grosseto. Leggiamo con orrore e disgusto dell’intenzione del Governo italiano di intervenire con un Decreto Legge a favore dell’applicazione della direttiva Bolkestein riguardante le concessioni demaniali degli arenili toscani. Consideriamo questo un atto ostile del governo italiano contro il popolo toscano che porterà multinazionali e presumibilmente le organizzazioni criminali ad investire tramite prestanome nella nostra terra. Le chiediamo di intervenire immediatamente convocando le associazioni di categoria, i singoli operatori balneari, ed i sindaci interessati della provincia di Grosseto, confidando anche nella Sua elezione come Presidente all’ente provinciale. Carlo Vivarelli, Partito Indipendentista Toscano.

martedì 24 gennaio 2017

La visone di Sharon, una pace possibile e i principi della democrazia

“La visione di Sharon, una pace possibile e i principi della democrazia”. Di Carlo Vivarelli. Grosseto, 23 gennaio 2017. Non esiste dubbio alcuno che la decisione di Sharon di disimpegnare Israele da Gaza toccava uno dei nodi cruciali non solo della questione israeliana, ma anche quello, in realtà, che riguarda qualsiasi Nazione: la concezione di una Nazione posta all’interno di un territorio delimitato. Così come non esiste un’identità personale senza dei limiti, non può esistere una Nazione senza dei confini. Israele e la sua democrazia, questa la profonda intuizione di Sharon, non poteva esistere al di fuori di una definizione di confini chiari, che ponessero un limite territoriale alla democrazia ebraica (sorvoliamo per brevità sul fatto e la questione che Israele è in realtà una Nazione/Stato dentro la quale i musulmani sono numerosissimi). Essa definizione e la delimitazione di ciò che è dentro e di ciò che è fuori da Israele ed in esteso di ciò che è interno o esterno da una qualsiasi Nazione, l’autodichiarazione dell’ampiezza del territorio, avrebbe innanzi tutto tolto agli Stati e ai gruppi come Hamas che vogliono la distruzione di Israele, uno dei loro argomenti principali: che Israele sia in realtà un corpo statale in perenne movimento e ampliamento, un mostro coloniale pronto a inglobare territori all’infinito. L’altra conseguenza, sarebbe stata quella di mostrare ancor più chiaramente come in realtà, sulla pelle degli arabi di Gaza (non so in quale altro modo chiamare quella popolazione), si gioca una partita internazionale nella quale interi regimi come quello sciita iraniano trovano la giustificazione, in parte, della loro stessa esistenza. Affermare, da parte del popolo e della Nazione israeliana: “questo è il nostro territorio, gli altri non ci appartengono né ci devono appartenere”, sarebbe stato non un punto di debolezza, ma una dimostrazione di grande forza identitaria. Dire Noi è anche dire Loro, e dire “Noi siamo una Democrazia con un territorio definito” definisce, tramite i principi della democrazia, cosa democrazia non è. A partire da questa dichiarazione di Israele, i deliri di Hamas e dell’Iran sulla distruzione di Israele si sarebbero rivelati un boomerang sia riguardo alle popolazioni degli Stati nemici di Israele, sia riguardo alle Nazioni e alle popolazioni delle Nazioni amiche. Un effetto che, dopo il 20 Novembre 2017, con l’insediamento del nuovo Presidente degli USA, avrebbe avuto un’enorme eco, le cui conseguenze nel tempo sarebbero state positivamente incalcolabili. Non sfugga che, invece, in presenza dell’odierna continuazione della costruzione di insediamenti a Gerusalemme Est, Trump e Israele vengono visti come gli eterni colonialisti, che usano la parola democrazia come una vile e violenta scusa. Mentre, in presenza di confini sanciti ed inalienabili, lo spostamento dell’Ambasciata USA a Gerusalemme Ovest sarebbe stata vista come un’ovvietà, seguito probabilmente da altre ambasciate. Sarebbe stato facile e giusto, a partire dalla delimitazione dei confini, sostenere che Gerusalemme Ovest è l’ovvia capitale della Nazione Israeliana, perché non c’era l’intenzione di annettere tutta Gerusalemme. In prospettiva, la stessa Gerusalemme sarebbe potuta divenire, seppur divisa, sia la capitale sia della Nazione israeliana, sia moralmente anche di una Palestina, Stato o non stato non importa, ma anche di una visione di Pace: essa città sarebbe potuta divenire ancora di più un simbolo, già di quanto non sia adesso. Chi scrive non è un credente, ma tutti avrebbero visto Gerusalemme come una città laicamente sacra, la città della pace, seppur una pace tutta da costruire, una pace però minacciata dagli stati e dai gruppi integralisti islamici e non, ma non dallo Stato democratico israeliano: un passo in avanti enorme, e per questo riguardo non solo simbolicamente. Ad osservare la cascata di avvenimenti degli ultimi giorni, l’occasione persa è veramente grande, e le sue conseguenze sono brucianti: un confine certo a Gerusalemme avrebbe dato al gesto di Trump un altro sapore, mentre l’annuncio dello spostamento dell’ambasciata USA rischia adesso di essere vissuta, dalla popolazione musulmana, come uno dei tanti gesti probabilmente intollerabili. Immaginiamo, invece, se il 45° presidente USA avesse dato esso annuncio, convocando contemporaneamente un incontro tra Israele e Fatah, ridicolizzando i tagliagole di Hamas e i terroristi di Teheran, che si sarebbero trovati in mano il cerino di un arricchimento dell’uranio a scopi militari che tutto il pianeta avrebbe visto come insostenibile. Adesso, invece, un’eventuale annuncio di autodefinizione delle frontiere da parte di Israele, anche se assolutamente necessario e non più rinviabile, sarebbe visto come una chiara vittoria di Hamas, il che ne aumenta a dismisura, visti i continui omicidi ed attentati, la difficoltà di attuazione. Sono convinto che il criminale radicalismo dell’Iran, di Hamas, e di altre componenti del mondo islamico, trovi la sua controparte in altrettanto deliranti visioni di alcuni gruppi e partiti all’interno di Israele, che si alimentano, come i loro contraltari islamici, della stessa crisi e dello stesso processo di radicalizzazione. Gli estremisti violenti devono essere fatti tacere ovunque, e tenere dritta la barra sulla definizione dei confini israeliani avrebbe avuto anche questo effetto. Non si trattava di dare terra in cambio di pace, ma di affermare la democrazia contro la barbarie: ogni razzo verso Israele non sarebbe stato visto come un atto se pur criminale come atto intriso di resistenza ad un invasore, ma solo per quello che è: un gesto di morte. Processo contemporaneo alla definizione di confini è la definizione dei concetti di democrazia nazionale. Israele, con la definizione dei confini aveva l’occasione di delineare con chiarezza anche i concetti democratici della propria Nazione, sui quali basare, e questo sarebbe stato, e speriamo che sarà, un effetto pratico di enorme portata, i concetti tramite i quali dialogare, quando e quanto possibile, con gli altri protagonisti mediorientali, e non solo con loro. Puntiamo qui per brevità l’attenzione su una parte dei principi che costituiscono una concezione democratica: il diritto di uomini e donne ad avere una vita libera personale e sessuale, una vita degna di questo nome, una vita che comprenda per uomini e donne l’uguaglianza di fronte alle leggi, e la separazione irrinunciabile, senza la quale la democrazia non può nemmeno nascere, tra l’amministrazione di una Nazione (non uso la parola Stato, che considero altamente negativa) e le strutture e le organizzazioni di qualsivoglia religione. E’ da subito evidente che soltanto accennare a questi principi esclude in pratica dalla possibilità di considerare paesi degni di questo nome, in quanto non democratici, sia tutte le teocrazie religiose, Iran e Arabia Saudita in testa, sia la gran parte degli Stati islamici (Stato qui è una parola negativamente adeguata). Una concezione democrazia vede nella libertà personale di scelta e sessuale di uomini e donne uno dei suoi pilastri: ci risulta ad esempio che nel mondo le spose bambine, ogni anno, siano decine di milioni, fatto questo che non esisto a definire un genocidio. I vari concetti legati a quello di democrazia, che qui elencare e descrivere sarebbe troppo lungo, sono in fusione con il concetto di confine e di popolazione. Il concetto di confine, il suo ruolo reale ed irrinunciabile di contenitore di principi, di valori, di una visione del mondo, negli ultimi decenni è stato insultato ed attaccato in ogni modo, dai criminali antidemocratici in giacca e cravatta, Hussein Obama in testa, che la Storia ricorderà per essere stato un distruttore della democrazia. In realtà, i confini trovano la loro sacralità laica, o se vogliamo la loro efficacia pratica, nel fatto che solo all’interno di un territorio dove esistono ben determinate popolazioni, è possibile che dati principi democratici possano esistere. Per questo i feroci nemici della democrazia hanno fatto nascere il genocida concetto della “libertà di emigrazione”, una follia dietro e dentro la quale si cela, a dire il vero ben visibile, la volontà delle elite economiche e finanziarie occidentale di distruggere, insieme alle frontiere, la possibilità dei popoli nativi democratici di difendere, perché sottoposti ad invasione, i loro residui diritti. Adesso appare a chiunque del tutto ovvio che se nei territori democratici d’Europa si fanno entrare decine di milioni di musulmani, che non hanno nemmeno la più vaga idea di che cosa significhino i concetti di diritto, di libertà femminile e di libertà individuale contro le leggi religiose, il risultato sarà la distruzione della democrazia, dei diritti femminili e individuali in genere, e la distruzione della possibilità da parte più povera (ma non solo) delle popolazioni di difendersi dal sopruso delle elite commerciali ed economiche e dalle mafie islamiche ed estere in genere, che organizzano, in complicità con le mafie autoctone, vedi caporalato, l’immigrazione dall’estero. Un esempio per capire l’importanza del collegamento tra i principi democratici, la popolazione che li fa vivere e i confini di una Nazione: proviamo a immaginar se Israele consentisse la libera immigrazione da Gaza, dalla Giordania e dall’Egitto: sarebbe la guerra dopo poche ore, ovviamente. E lo stesso è accaduto ed accade in Europa, dove intere parti del continente sono islamizzate o invase da popolazioni organizzate da organizzazioni criminali. Il risultato sono quelli che non sono da definire attentati terroristici, ma atti di guerra dichiarata. I principi della democrazia non sono stupidaggini, ma concetti solidi, pratici, reali: nei territori islamici non esiste democrazia, né forse mai esisterà. Sta ad essi popoli dimostrare il loro avvicinamento alla democrazia, il loro sviluppo interno, collettivo, democratico, la loro secolarizzazione, non a noi occidentali. Noi, Loro. Senza un confine territoriale definito, non esiste nessun concetto democratico applicabile nella realtà, ma non esiste nemmeno la possibilità di ridefinire i rapporti e l’azione internazionale di una Nazione. Chi scrive sostiene, come Oriana Fallaci, che l’ONU è un’organizzazione islamica e islamizzante. Il crimine di aver nominato all’interno dell’ONU i volgari tagliagole dell’Arabia Saudita supervisori dei Diritti Umani è un atto di follia criminogena che non ha limiti. Gli ultimi fatti dell’Unesco non sono altro che l’ulteriore dimostrazione pubblica del collaborazionismo islamico di Obama, colui che ha dato il via, parlando alla Moschea de Il Cairo, alle “primavere arabe”, che altro non erano che Inverni Islamisti, e che ha creato, e per questo le democrazie mondiali dovrebbero processarlo, il Califfato, che senza il via libera USA mai sarebbe nato. Il Califfato, questo lager di sterminio islamico con cui la Clinton voleva creare uno stato sunnita in contrapposizione di uno sciita rappresentato da Teheran. Israele, nella sua azione internazionale, avrebbe potuto avere, in presenza di confini certi, una voce molto più autorevole, e la sua uscita dall’Onu avrebbe inferto a questa organizzazione, che non ha più senso di esistere, un colpo mortale: i democratici, quelli veri, di tutto il mondo, avrebbero visto questo gesto come quello di una liberazione dall’incubo del Palazzo di vetro, un abominio che dura dal 1947 che deve essere sostituito dalla Federazione Democratica Mondiale. Noi democratici non abbiamo niente a che fare né con le teocrazie islamiche, né con il Vaticano, né con la Cina comunista, né con le mafie, da dovunque esse provengano. Noi democratici vogliamo una guerra contro queste entità criminali e criminogene: il “presidente cinese”, un volgare bandito, ha parlato pochi giorni fa per un’ora a Davos, di fronte ai collaborazionisti industriali e finanziari: quel signore doveva essere arrestato, o meglio, mai avrebbe dovuto avere la possibilità di mettere piede in Europa. Tanto giovane è ancora la democrazia, e stupida, che si fanno parlare i dittatori, invece di assicurarli ad una Corte di Giustizia Internazionale. Il millennio scorso ha avuto nell’inizio di questo la coda criminale di Obama, della libertà delle frontiere, del furto di bambini comprati per compiacere agli omosessuali ricchi, come se fossero bambole di pezza, del libero mercato come instaurazione della dittatura delle multinazionali e dei miliardari africani ed asiatici in spregio al diritto di sopravvivenza di miliardi di persone. Questo millennio può essere il millennio delle Nazioni e della Democrazia. Israele ha la grande occasione di mostrare la sua forza a tutto il mondo, disegnando, in via definitiva, i propri confini: ha tutto il diritto di farlo, perché è una nazione circondata dalla barbarie delle NON democrazie islamiche: noi democratici siamo superiori ai non democratici, Noi abbiamo una civiltà, Loro no, con le parole di Oriana Fallaci. Essere democratici da il diritto, risultante viva di secoli di storia, di mettere in pratica la democrazia, disegnando i propri confini, e consente anche il diritto di pretenderla dagli altri popoli del mondo. Un confine non è un limite entro il quel soffocare, ma una linea dalla quale partire e creare un mondo nuovo e migliore. Un confine apre la porta, non la chiude. Le Nazioni democratiche, ed anche Israele, hanno tutto il diritto di muovere azioni di qualsiasi tipo, anche militari, contro le non democrazie che si facciano pericolose: sia perché la democrazia è un diritto dei popoli, anche se soggiogati da regimi non democratici, sia perché ci sono regimi e gruppi aggressivi che vogliono distruggere le Nazioni democratiche: nella realtà esse Nazioni sono l’Iran, l’Arabia Saudita, altre teocrazie del Golfo, e gruppi come Hamas, o veri e propri stati come il Califfato. La democrazia non è pacifismo suicida, ma interventismo valoriale, anche militare, se necessario. Non si tratta di “esportare la democrazia”, cosa a mio avviso che si può tranquillamente fare (l’Afghanistan è un esempio: se gli occidentali non avessero incrementato la produzione di droga e la corruzione, e non si fossero limitati a stanziare fondi che rientravano nelle mani delle multinazionali occidentali la storia degli ultimi anni in quel paese sarebbe andata in modo molto diverso), ma di sostenere e se necessario difendere le democrazie, di disarmare dei regimi fuori controllo e di collaborare con i gruppi progressisti presenti negli Stati soggiogati da dittature. Quando gli iraniani chiedevano democrazia per le strade di Teheran, dov’era Hussein Obama, dov’erano i “democratici occidentali”? Perché non hanno bloccato le importazioni di petrolio da Teheran, che avrebbe provocato la caduta di quel regime in un giorno o comunque lo avrebbe minato per sempre? La democrazia non è per tutti, ma dovrebbe esserlo, e forse ancora una democrazia evoluta non si è vista davvero, nel nostro pianeta. Resta, forte, il rammarico di vedere ancora Israele, in questi giorni dove stiamo per vivere di nuovo il giorno della memoria, accalappiata in un vortice di inaccettabile pressapochismo, dove qualche insediamento mina la concezione stessa della Nazione ebraica nel mondo. Per gli interessi di chi, di qualche stupido costruttore o di qualche estremista religioso accecato dal delirio? Una visione davvero povera di respiro: Sharon, di certo politicamente non una colomba, aveva avuto un visione vera, la visione del politico vero, di quello che può guidare il suo popolo perché aveva visto oltre l’orizzonte del suo tempo e la realtà attuale. Non perdiamo di vista quella visione, adesso che il mondo sta velocemente cambiando e i concetti di Nazione e di Confine stanno tornando ad essere ricchezza ed azione per le democrazie, e non gretta visione di polverosa chiusura.

sabato 7 gennaio 2017

Piscina Maresca, assegnazione, Montagna Pisotiese, 27 Dicembre 2016

Comunicato Stampa. Questione assegnazione Piscina di Maresca, 27 Dicembre 2016. Da Carlo Vivarelli, Partito Indipendentista Toscano. Abbiamo chiesto per lettera al Sindaco di San Marcello P.se di informare la popolazione circa le voci che si accavallano sull’assegnazione della Piscina di Maresca. Pare infatti che la via associazionistica, anche da noi appoggiata, prospettata da La Quadriglia di Maresca sia tramontata a favore di non sappiamo quale altra soluzione. Ricordiamo a chiunque, anche alle amministrazioni, che i fondi per la Piscina di Maresca sono pubblici, e che chiameremo ad intervenire le autorità di controllo, se la soluzione prospettata non comprenderà nell’organico futuro della Piscina tutte le persone toscane appartenenti alle comunità della Montagna Pistoiese che ci hanno lavorato in passato. In caso contrario siamo pronti ad ogni azione, giudiziaria e non, affinchè l’iter circa l’assegnazione di questo bene pubblico sia portato verso questa soluzione e nella più solida trasparenza. Carlo Vivarelli, Candidato Sindaco alle Elezioni Comunali di San Marcello P.se Piteglio del 2017. Per informazione degli organi di stampa: a seguire la lettera da me inviata al Sindaco di San Marcello P.se il 23 Dicembre 2017. Al Sindaco di San Marcello P.se. Richiesta chiarimenti circa la Piscina de Le Ginestre, Maresca. Egregio Signor Sindaco, Le chiedo con questa mia di voler informare pubblicamente la popolazione circa le iniziative che stanno prendendo forma attorno alla questione dell’assegnazione della piscina de Le Ginestre di Maresca. Abbiamo tutti letto sulla stampa circa dell’intenzione di vari soggetti di favorire la nascita di una futura entità associazionistica a sfondo sportivo che abbia lo scopo di trovare una soluzione alla questione della Piscina, ed in esso articolo (Il Tirreno, Giovedì 15 Dicembre 2016), si fa esplicito riferimento all’Amministrazione Comunale. Visti i tempi, davvero ristretti, passati tra i bandi provinciali e l’articolo in essere, è ovvio pensare che la messa in opera della soluzione prospettata non possa essere stata fatta se non attraverso una serie di contatti strutturali. Le chiedo dunque di informare pubblicamente la popolazione circa questi contatti, dei quali non si ha notizia se non dalla stampa. La soluzione prospettata, basata sulla partecipazione alla creazione di suddetta entità associazionistica di tutti gli ex dipendenti, ci sembra, comunque, la più auspicabile. Le informazioni che spettano alla popolazione, visto che la natura dei finanziamenti e della proprietà della Piscina è pubblica, dovrebbero riguardare anche le caratteristiche tecniche dell’impianto e il suo futuro utilizzo in relazione sia all’avvenuta vendita del complesso adiacente de Le Ginestre, sia alla presenza in loco dell’impianto di teleriscaldamento, che già serve la Piscina stessa. Distinti Saluti. Carlo Vivarelli

Situazione Impianto Compostaggio Tana Termini Montagna Pistoiese, 30 Ottobre 2016

Montagna Pistoiese, 30 Ottobre 2016. Comunicato Stampa da Carlo Vivarelli, candidato Sindaco per il Comune di San Marcello Piteglio per il Partito Indipendentista Toscano alle elezioni del 2017. L’impianto di Tana Termini deve essere smantellato. L’impianto di tana Termini deve essere svuotato e smantellato per sempre. La struttura, una mostruosità costruita a nostro avviso in ingiustificabile deroga alla legislazione riguardo alle normative paesaggistico idrogeologiche, non aveva nessun senso, ed ha avuto come risultato la dilapidazione del denaro popolare. Appoggiamo senza riserve gli esposti alla magistratura di Legambiente e della popolazione locale, ed esigiamo che essa individui e sanzioni sia tutti i responsabili della costruzione dell’impianto, sia i responsabili dell’attuale situazione di degrado del luogo e del disagio che pesa sulla popolazione. Il compostaggio della parte umida dei rifiuti, nella Montagna Pistoiese, non deve essere effettuato in inutili impianti che producono puzza intollerabile insultando il territorio e le attività economiche e turistiche di chi vive in esso, ma deve essere fatta tramite i Composter che noi abitanti abbiamo già nei nostri giardini privati. Proponiamo che essi Composter siano affidati anche a chi non ha uno spazio verde e che esse persone possano posizionarli presso altri cittadini che abbiano tale spazio a disposizione; il tutto con l’obiettivo di raccogliere una percentuale vicina al 100% della parte umida dei rifiuti, che non debba così essere costosamente prelevata. Di sperperi, di fallimenti amministrativi e di agonie dei servizi pubblici nel territorio di San Marcello P.se Piteglio, ne abbiamo abbastanza: dal buco di forse 20 milioni di euro (40 miliardi delle vecchie lire) della Comunità Montana, soldi che rivogliamo al disastro della Casetta de Pulledrari, incredibilmente chiusa nel silenzio tombale, alle bocche cucite dell’ex Vivaio Forestale di Maresca, al progressivo, vergognoso svuotamento dell’Ospedale Pacini. Siamo pronti ad azioni presso la magistratura se i 600.000 euro occorrenti allo svuotamento dell’impianto di Tana Termini non saranno a totale carico dei responsabili di questo ennesimo disastro gestionale sulla Montagna Pistoiese, che era stato presentato arrogantemente dai Sindaci che si chinarono alla sua costruzione come un’opera indispensabile. Era tale solo per chi ci ha guadagnato i nostri soldi. Credo che l’attuale Sindaco di Piteglio, con un gesto di chiarezza politica verso la popolazione, dovrebbe dimettersi. Carlo Vivarelli

Petizione sicurezza resoconto raccolta firme Montagna Pisotiese, 9 Dicembre 2016

Montagna Pistoiese, 9 Dicembre 2016. Comunicato stampa da Carlo Vivarelli, promotore della raccolta di firme Proposte Sicurezza per la Montagna Pistoiese. Le firme raccolte sono state 256, un netto successo, visto che dobbiamo registrare, una vera razzia incivile, la sparizione di 10 moduli (uno dei quali con 10 firme) per raccogliere le firme, sui 22 moduli totali lasciati negli esercizi commerciali. La petizione richiedeva la creazione dei gruppi disarmati autorganizzati di abitanti per il controllo capillare del territorio secondo la legge 15 Luglio 2009, la creazione della vigilanza di vicinato, la chiamata dell’esercito per il pattugliamento del territorio, che lo Stato italiano svolge regolarmente sia a Prato che a Pisa, citando solo la Toscana. Si ringraziano i firmatari, che hanno messo la faccia per chiedere iniziative concrete, ormai inevitabili, i negozianti che hanno accolto la petizione e il negoziante che l’ha rifiutata, e si ribadisce che la petizione era apolitica ed apartitica, e che dunque la sua messa in opera era un’azione collettiva e nonquella di un singolo. Le firme sono state 19 a Pontepetri, 3 a Campo Tizzoro (dove la petizione è stata confusa con un’altra locale), 61 a Maresca, 19 a Bardalone, 72 a Gavinana, 50 a San Marcello P.se (4 moduli spariti su 10), 16 a Cutigliano (4 moduli spariti su 6), 26 all’Abetone, dove sono spariti tre moduli su quattro. La petizione verrà consegnata a Sindaci ed autorità nei prossimi giorni. Carlo Vivarelli, Maresca. A seguire il testo della petizione: Montagna Pistoiese, 28 Novembre 2016. Petizione Popolare apolitica e apartitica per chiedere provvedimenti di ordine pubblico per il ripristino della legalità nel territorio del Comune di San Marcello P.se e della Montagna Pistoiese. Ai Sindaci della Montagna Pistoiese, al Prefetto e al Questore di Pistoia. La Montagna Pistoiese è in uno stato di piena emergenza legalità: le ultime ondate di furti, compiuti ad ogni ora del giorno e della notte, evidentemente da persone che con grande probabilità vivono e che hanno i loro basisti nel nostro territorio, le intimidazioni, gli episodi di violenza, hanno generato un clima, che ormai si respira da anni, di profonda insicurezza, al quale lo Stato sembra non riuscire a dare risposte concrete. I firmatari di questa petizione non si arrendono alla conquista del territorio della Montagna Pistoiese da parte della criminalità e chiedono l’adozione da parte delle Amministrazioni Comunali, del Prefetto, del Questore e delle Forze dell’Ordine, alle quali va la nostra incondizionata solidarietà ed il nostro appoggio, di tutte le misure legali a disposizione: -) la messa in opera della vigilanza di vicinato -) la messa in opera, come previsto dalla Legge n° 94 del 15 Luglio 2009, delle organizzazioni disarmate di cittadini in appoggio delle forze dell’ordine -) la chiamata dell’esercito in appoggio alle forze dell’ordine per il continuo pattugliamento del territorio, misura presa nel corso del recente Giubileo: la popolazione della Montagna Pistoiese non è di rango inferiore rispetto a quella di Roma La Legalità è Democrazia!

Petizione Legalità Montagna Pistoiese 28 Novembre 2016

Montagna Pistoiese, 28 Novembre 2016. Comunicato Stampa per Petizione del 28 Novembre 2016 per la messa in opera misure di ordine pubblico per la Montagna Pistoiese. Da Carlo Vivarelli, Maresca. I principi della legalità e le forme di attuarli nella realtà sono la base stessa della Democrazia. La Montagna Pistoiese soffre di una terribile deriva legalistica che sta provocando un’invasione criminale che sta distruggendo il tessuto sociale delle nostre Comunità. Furti, minacce, violenze, sono all’ordine del giorno e si sono trasformate in una tensione permanente, e sono a mio modo di vedere, un’altra forma di terrorismo. Le Leggi dello Stato non riescono più a garantire la pacifica convivenza, e le stesse forze dell’ordine, a cui la popolazione si appoggia idealmente in modo pieno e solidale, non possono agire in maniera efficace. I furti, le minacce, lo spaccio di droga e di merce contraffatta, le illegalità commesse nella raccolta dei frutti del bosco, vengono definiti “microcriminalità”, ma questo termine è un insulto all’intelligenza: è nelle evidenze giudiziarie che risulta che detti crimini non sono atti minori, ma sono iscritti nelle azioni di vere e proprie organizzazioni criminali. Le proposte contenute nel testo di questa petizione apolitica e apartitica sono all’interno della legislazione italiana, rispondono in parte anche al concetto di “Sicurezza Partecipata”, coniato dalle stesse forze dell’ordine, e noi firmatari chiederemo con forza che vengano applicate senza indugio. A seguire il testo della petizione: Montagna Pistoiese, 28 Novembre 2016. Petizione Popolare apolitica e apartitica per chiedere provvedimenti di ordine pubblico per il ripristino della legalità nel territorio del Comune di San Marcello P.se e della Montagna Pistoiese. Ai Sindaci della Montagna Pistoiese, al Prefetto e al Questore di Pistoia. La Montagna Pistoiese è in uno stato di piena emergenza legalità: le ultime ondate di furti, compiuti ad ogni ora del giorno e della notte, evidentemente da persone che con grande probabilità vivono e che hanno i loro basisti nel nostro territorio, le intimidazioni, gli episodi di violenza, hanno generato un clima, che ormai si respira da anni, di profonda insicurezza, al quale lo Stato sembra non riuscire a dare risposte concrete. I firmatari di questa petizione non si arrendono alla conquista del territorio della Montagna Pistoiese da parte della criminalità e chiedono l’adozione da parte delle Amministrazioni Comunali, del Prefetto, del Questore e delle Forze dell’Ordine, alle quali va la nostra incondizionata solidarietà ed il nostro appoggio, di tutte le misure legali a disposizione: -) la messa in opera della vigilanza di vicinato -) la messa in opera, come previsto dalla Legge n° 94 del 15 Luglio 2009, delle organizzazioni disarmate di cittadini in appoggio delle forze dell’ordine -) la chiamata dell’esercito in appoggio alle forze dell’ordine per il continuo pattugliamento del territorio, misura presa nel corso del recente Giubileo: la popolazione della Montagna Pistoiese non è di rango inferiore rispetto a quella di Roma La Legalità è Democrazia!

Situazione di Bruno Poeti, vittima di un tentativo di furto 18 Settembre 2016

Grosseto, 18 Settembre 2016. Comunicato Stampa situazione Bruno Poeti, vittima di un tentativo di furto. 18 Settembre 2016. Da Carlo Vivarelli, Partito Indipendentista Toscano Grosseto. Consideriamo il rinvio a giudizio a carico di Bruno Poeti inaccettabile. Il signor Poeti aveva tutto il diritto di difendersi dall’attacco dei quattro predoni stranieri che sono entrati nella sua proprietà. Aveva il diritto, come tutti noi, di difendere la sua vita, le sue proprietà, i suoi cari. Poeti vive in un luogo dove arrivare è molto difficile, perché posto in una strada di campagna stretta e senza illuminazione, e questo significa assoluta premeditazione. Poeti si è visto gente sconosciuta in giardino, nell’impossibilità di sapere se esse persone fossero armate, né che reali intenzioni avessero. Doveva dargli le chiavi di casa? Lo Stato italiano dovrebbe avere Leggi giuste per catturare questi criminali stranieri e dargli l’ergastolo, invece di consentirgli di entrare impunemente nel nostro territorio per delinquere grazie al trattato di Schengen, a nostro avviso un trattato che favorisce i movimenti di uomini e capitali appartenenti alle organizzazioni criminali, trattato in palese contrasto con il diritto alla sicurezza sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo,. Abbiamo scritto al Sindaco, chiedendogli lui di promuovere una iniziativa collettiva legale a nome della cittadinanza per difendere Poeti e per espellere dallo Stato italiano i criminali che hanno assaltato le sue proprietà e le loro famiglie, delle quali vogliamo sapere volti, visto che quello di poeti è continuamente a mezza pagina sui quotidiani, indirizzi, precedenti penali. Chiediamo al Sindaco di inoltrare una lettera di protesta all’Ambasciata romena e al Ministro degli Esteri e della Giustizia italiani. I pregiudicati non toscani devono essere espulsi dalla Toscana. I mezzi legali ci sono. Carlo Vivarelli

Criminalità padrona della Maremma 9 Ottore 2016

Grosseto, 9 Ottobre 2016 - Comunicato Stampa: Criminalità padrona della Maremma, da Carlo Vivarelli, Partito Indipendentista Toscano. Ai Direttori delle testate stampa, on line e TV di Grosseto. La morte della Signora Maria Vaccaro, il furto in casa di un ex poliziotto dove erano presenti la moglie ed il figlio autistico, la rissa a Magliano in Toscana, fatti svoltisi in un paio di giorni, ci mettono di fronte la fatto che la criminalità in Maremma comanda il nostro territorio in lungo e il largo, e che solo una risposta popolare organizzata può essere efficace. Abbiamo chiesto al Sindaco di Grosseto, dopo che il Sindaco di Magliano ha finalmente aperto a questa ipotesi, di chiedere immediatamente al Prefetto di applicare la Legge 94 del 15 Luglio 2009 affinchè vengano create, a copertura di tutto il territorio del Comune di Grosseto, le organizzazioni popolari disarmate di supporto alle forze dell’ordine. Non è possibile assistere inermi alla distruzione della Maremma da parte delle organizzazioni criminali che ormai imperversano libere e coperte da leggi ridicole che favoriscono impunemente il fenomeno del turismo criminale. Abbiamo chiesto al Sindaco anche la messa in opera della Consulta della Legalità, e che all’interno di questa possa essere messa in atto l’anagrafe degli stranieri, affinchè si possa controllare, sempre che sia possibile, cosa della quale dubitiamo, chi essi siano, come possano mantenersi legalmente, con quali capitali vengano ad aprire attività commerciali, che filiera legale abbiano detti capitali, da quali fonti prendano le loro merci. Il tutto seguendo il documento sulle presenze criminali in Toscana redatto dalla Regione Toscana nel 2014. Carlo Vivarelli Grosseto, 9 Ottobre 2016 Al Sindaco e alla Giunta Comunale di Grosseto. Egregi signori, in poche ore abbiamo assistito alla morte di una signora novantenne che ha subito un furto, al furto con scasso in casa di un ex poliziotto dove erano presenti la mogie ed un figlio autistico, e a Magliano in Toscana ad una rissa nella quale non ci è scappato il morto per caso. Dobbiamo aspettare altri cadaveri oltre a quello della signora Maria Rocca Vaccaro, o siamo in grado di capire che la situazione è totalmente sfuggita, da decenni, ad ogni controllo, e che la criminalità ha invaso completamente la Maremma? In Toscana ci sono, certificate dalla Regione Toscana con un suo documento del 2014, mai più redatto, chissà perché, 35 tipi di mafie. Vi ho scritto diverse volte, senza risposta e senza risultato: spero che almeno adesso prendiate la decisione di chiedere al Prefetto di mettere in atto la Legge 94 del 15 Luglio 2009 che consente di istituire organizzazioni disarmate di cittadini a difesa del territorio. Le forze dell’ordine non possono fare quasi niente, no certo controllare capillarmente il territorio, mai hanno potuto farlo, non certo per loro demerito, le Leggi italiani favoriscono il turismo criminale, non esiste altra soluzione che la discesa in campo della popolazione organizzata, e la messa in atto da parte dei sindaci delle espulsioni previste dalla Legge, che Lei, signor Sindaco, deve attuare con la massima durezza. Io spero che la morte della signora Maria non sia stata vana, e non capisco a che cosa serva un Assessorato alla Sicurezza, se insieme non viene creata una Consulta della Legalità che possa (in linea col documento citato della Regione Toscana prodotto dall’Ufficio Affari Istituzionali) monitorare i fenomeni e le presenze criminali nel Comune di Grosseto e che metta in atto un’anagrafe degli stranieri per monitorare chi essi siano, che cosa fanno, come si sostentino e con quali capitali aprono in continuazione negozi ed attività economiche, che sono a mio avviso un aspetto legalizzato di un’invasione non giustificata da nessuna Legge e contraria a qualsiasi logica sia costituzionale che economica. Spero che questo mio appello affinchè si applichino le Leggi dello stato italiano non venga di nuovo fatto cadere nel vuoto. Carlo Vivarelli, Partito Indipendentista Toscano.

No all'autostrada Tirrenica 15 Settembre 2016

Grosseto, 15 Settembre 2016. Comunicato stampa da Carlo Vivarelli, Partito Indipendentista Toscano. Oggetto: No all’Autostrada Tirrenica, un’aggressione contro Maremma. La SAT e la Regione Toscana, come fossero organismi di un Regno, comunicheranno ai Sindaci il tracciato definitivo dell’autostrada. Un atteggiamento da stato dittatoriale. Nei comuni coinvolti si sarebbe dovuto convocare da tempo un referendum per consultare la popolazione, e non attendere una decisione tenuta anti democraticamente segreta, cosa che ci appare una palese illegalità. Il Partito Indipendentista Toscano dichiara il suo rifiuto alla costruzione dell’Autostrada Tirrenica, che è un’inutile, devastante, arrogante aggressione contro la Maremma da parte dello Stato italiano, che ha il solo scopo di arricchire ditte e persone legate ai partiti politici italiani ed alle loro clientele. La Maremma ha necessità non di devastazioni autostradali ma di legalità, dello stop immediato dell’immigrazione causa i 30.000 disoccupati del suo territorio, della distruzione militare del caporalato, dello stop immediato dell’importazione di olio, grano, verdura, carni e manufatti provenienti dall’estero, spesso prodotti dalle mafie e, per quanto riguarda i prodotti alimentari, di dubbia commestibilità. Proponiamo, come hanno fatto molti partiti, associazioni e comitati, la messa in sicurezza dell’attuale tracciato dell’Aurelia. Carlo Vivarelli